Che dopotutto mi hai salvata. In tutti i modi in cui potevo essere salvata. Mi hai trovato vuota, e mi hai dato un senso, mi hai trovato persa e mi hai salvata. E forse lo capisco solo ora, ora che mi guardo indietro e vedo chi ero e chi sono, ora che, pensandoci, mi rendo conto che anche il solo averti nella mente mi ha accompagnato per gran parte della mia vita, ora che capisco che l'hai segnata profondamente, fin nelle viscere, l'hai dissossata per poi ricomporla. E io mi sono fatta rovesciare, svuotare, separare e ricongiungere da te. Che mi hai lasciata lì sull'asfalto, aggiustata alla meglio, come si fa con un vecchio ingranaggio che smonti e poi non sai più rimontare e allora lo lasci li sistemato e riattoppato come meglio puoi, sperando che il prossimo che lo vedrà e se ne accorgerà lo sistemi meglio di te. Ma io mi sono rialzata da sola. Sono rinata da quel rottame che TU avevi fatto di me. Mi guardo e mi piaccio, mi tocco e mi sento, mi ascolto e sono orgogliosa di ciò che sono. Perchè sì, sono quello che tu hai fatto di me, ma sono quello che io ho permesso che tu facessi di me. E oggi sono qui con i miei mille errori e i milleuno dolori, ma sappi che rifarei tutto, dal primo sguardo, all'ultimo addio. Rifarei tutto solo per riaverti ancora. Pur di riaverti ancora un' unica volta ancora.